Emilio De Marchi
Emilio De Marchi
Un baron ruiné, un curé usurier, un chapeau maudit : Naples, 1888, voit naître le premier roman policier italien. Entre intrigue haletante et satire sociale, Le baron de Santafusca et le curé de Naples mêle humour noir et suspense psychologique.
El diario personal que Modesto de la Torre escribió entre 1821 y 1822 recoge las percepciones de un joven militar realista sobre una Nueva España que se independizaba de la Península para constituirse en Imperio mexicano. El autor viajó desde Cádiz a Ciudad de México con la comitiva que acompañaba al último virrey, Juan O'Donojú, y en sus páginas describe la naturaleza, los pueblos y las ciudades que atravesó, así como los acontecimientos políticos y militares que tuvieron lugar en esos años. Anécdotas, mayores y menores, surcan esas breves crónicas. Además, el diálogo consigo mismo, a través de la escritura, resulta un medio para exorcizar la crisis de la cultura de la masculinidad que era parte de su imaginario. Crisis causada en buena medida por el discurso nacionalista de los mexicanos y sus victorias militares, que se convierte en tema central de sus reflexiones y es ampliamente analizada en el estudio que precede a la transcripción del diario. El carácter espontáneo y secreto de las Apuntaciones, hace de estas una fuente singular para los historiadores del temprano siglo XIX, de los nacionalismos, y de las poco conocidas escrituras en primera persona en el mundo iberoamericano de la época.
Questo romanzo verista, dai toni nettamente drammatici, è ambientato nella Milano ottocentesca e ha come protagonista Arabella, donna di umile classe sociale, destinata a una vita piena di sofferenze, fino alla fine, fino alla morte. Arabella è disposta a tutto per il bene della famiglia, persino a sacrificare sé stessa, talmente forte è il suo senso del dovere. E così, per evitare che la famiglia del patrigno cada in rovina, sposerà Lorenzo Maccagnano. È forse innamorata di lui? No. D'altronde Lorenzo è un giovane che nulla sa fare, ma è sicuramente molto ricco. Basterà questo per rendere felice Arabella? Chiaramente no. Ahinoi, la donna si troverà immischiata - senza colpa - in una truffa architettata dal suocero Tognino. E quella che sempre ne rimetterà è Arabella che, ricordate, è destinata a una vita piena di tragedie e dispiaceri, fino alla fine. Emilio De Marchi (1851 - 1901) è stato un traduttore italiano, ma soprattutto scrittore e poeta; era infatti ritenuto uno dei più importanti narratori italiani della seconda metà dell'Ottocento. I protagonisti delle sue opere sono perlopiù contadini lombardi e la piccola borghesia milanese. Le sue opere sono davvero numerose, qui ne ricordiamo alcune come "Vecchie storie", "Il signor dottorino", "Redivivo", "Nuove storie d'ogni colore", "I nostri figliuoli", "Giacomo l'idealista" e "Arabella".
Alfredo Bausen ha tradito la donna che ama e vede nell'incidente notturno, avvenuto sulla linea ferroviaria Zurigo-Basilea, l'occasione che aspettava: si sostituirà al libraio Oertli, compagno di viaggio occasionale. Non si può non pensare a "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello quando per questo redivivo inizia una nuova vita, in viaggio verso nuove mete. Ma così come Mattia Pascal, anche Alfredo Bausen racconterà la sua storia. Ad ascoltarlo sarà un medico genovese, nelle strade di Yokohama. Una storia che lui, e voi lettori, scoprirete essere ricca di avvenimenti scioccanti, di colpi di scena e di vendette. Emilio De Marchi (1851 - 1901) è stato un traduttore italiano, ma soprattutto scrittore e poeta; era infatti ritenuto uno dei più importanti narratori italiani della seconda metà dell'Ottocento. I protagonisti delle sue opere sono perlopiù contadini lombardi e la piccola borghesia milanese. Le sue opere sono davvero numerose, qui ne ricordiamo alcune come "Vecchie storie", "Il signor dottorino", "Redivivo", "Nuove storie d'ogni colore", "I nostri figliuoli", "Giacomo l'idealista" e "Arabella".
Giacomo Lanzavecchia è sofferente e rassegnato, un insegnante di filosofia che rappresenta il tipico essere umano umile e vinto. Dopo le campagne garibaldine Giacomo torna nel suo paese e si rende così conto che la situazione familiare è piuttosto tragica: l'azienda di famiglia è fallita e il padre è diventato un alcolizzato. Il matrimonio - tanto agognato - con Celestina sfuma davanti ai suoi occhi, così come qualsiasi altro sogno. Le cose sembrano cambiare quando Giacomo verrà assunto dalla famiglia Magnenzio: il vecchio conte gli offrirà addirittura ospitalità nel suo castello, assieme alla sua Celestina. Le speranze per un futuro migliore cominciano a farsi strada. C'è solo un problema: il giovane rampollo della famiglia fa ritorno al castello e - ovviamente - si invaghisce di Celestina... Emilio De Marchi (1851 - 1901) è stato un traduttore italiano, ma soprattutto scrittore e poeta; era infatti ritenuto uno dei più importanti narratori italiani della seconda metà dell'Ottocento. I protagonisti delle sue opere sono perlopiù contadini lombardi e la piccola borghesia milanese. Le sue opere sono davvero numerose, qui ne ricordiamo alcune come "Vecchie storie", "Il signor dottorino", "Redivivo", "Nuove storie d'ogni colore", "I nostri figliuoli", "Giacomo l'idealista" e "Arabella".
Beniamino Cresti attende trepidante alla stazione di Tramezzo l'arrivo del suo vecchio amico, il commendatore Massimo Bagliani. Nonostante siano stati per dodici anni separati degli oceani, i due uomini non hanno mai smesso di scriversi e il momento dell'incontro rivela l'intensità della loro amicizia. Cosa ha spinto però Bagliani a recarsi in visita da Cresti? E chi è esattamente Flora, l'affascinante donna dai capelli rossi che Massimo rivedrà al suo arrivo? Emilio De Marchi (1851-1901) è stato uno scrittore e traduttore, considerato tra le personalità intellettuali più rilevanti dell'Ottocento italiano. La sua opera rispecchia le esperienze nei circoli della Scapigliatura milanese, nonché le abitudini contadine e le vicende della piccola borghesia nel capoluogo lombardo. La devozione nei confronti di Alessandro Manzoni risulta palpabile nei suoi scritti e nel modo in cui gestisce la rivista di cui è fondatore, "La vita nuova". Il rigore della poetica verista manzoniana è inoltre preponderante nei suoi primi romanzi, "Tra gli stracci" e "Due anime in un corpo". Emilio De Marchi è famoso per avere introdotto nel panorama italiano il genere noir con il romanzo "Il cappello del prete", oltre che per avere tradotto le favole di La Fontaine in maniera da renderle fruibili persino da parte di un pubblico non necessariamente colto.
"Vecchie storie" di Emilio De Marchi è una raccolta di brevi racconti scritti nella seconda metà dell'Ottocento, che richiamano tempi oramai a noi lontani. Le storie ruotano attorno a vicende di protagonisti comuni: una coppia di sposini, un giovane soldato, un celibe signore, e molti altri ancora. Sebbene siano stati scritti in gioventù, l'opera è stata poi pubblicata postuma, per l'esattezza nel 1926. Emilio De Marchi (1851 - 1901) è stato un traduttore italiano, ma soprattutto scrittore e poeta; era infatti ritenuto uno dei più importanti narratori italiani della seconda metà dell'Ottocento. I protagonisti delle sue opere sono perlopiù contadini lombardi e la piccola borghesia milanese. Le sue opere sono davvero numerose, qui ne ricordiamo alcune come "Vecchie storie", "Il signor dottorino", "Redivivo", "Nuove storie d'ogni colore", "I nostri figliuoli", "Giacomo l'idealista" e "Arabella".
Napoli, fine Ottocento. Il barone Carlo Coriolano di Santafusca è strozzato dai debiti. Per ripagarli, decide di ricorrere ad una truffa. Padre Cirillo, la vittima da lui scelta, è però un prete molto scaltro, più avvezzo a maneggiare soldi che a benedire credenti. E anche Padre Cirillo ha appena escogitato un piano per diventare ricco... La vicenda finirà in mano alla polizia. In questo romanzo dai tratti noir e polizieschi, uno dei primi gialli della letteratura italiana, gli agenti si troveranno a indagare sulla morte di un uomo avendo come sola e unica prova un cappello sporco di sangue. Emilio De Marchi (1851-1901) è stato uno scrittore italiano. Principalmente noto per aver raccontato gli ambienti milanesi della bassa borghesia, De Marchi è stato anche un pioniere della letteratura di genere giallo e noir in italiano. Tra le sue opere più famose ricordiamo Il cappello del prete e Demetrio Pianelli.