Gabriel Vartore-Neoumivakine
Gabriel Vartore-Neoumivakine
Gabriel Vartore-Neoumivakine : un élégiaque dans le béton. D'abord poète engagé, puis élégiaque, Gabriel Vartore-Neoumivakine combine ici les dominantes extrêmes de son inspiration dans un tour qui ferait songer autant à Dostoïewski qu'à Racine, remettant en cause les frontières hâtivement arrêtées entre baroque et classicisme. Russe et français, voilà peut-être à quoi tient le charme de la poésie de Vartore Neoumivakine, Mais si « Un pourboire de bruissements » peut être considéré comme l'un des plus importants recueils de la génération 75 des moins de quarante ans, le livre le doit, autant qu'à son écriture originale, au fait que s'y trouve posée, précisément, sans illusion ni démission, la question du poète dans la cité moderne, de la sensibilité (valeur fondamentale qui n'a rien à voir avec la sentimentalité ni la sensiblerie) dans notre univers technocratique. Gabriel Vartore Neoumivakine enseigne le russe à Lille.
Cet ouvrage est une réédition numérique d'un livre paru au XXe siècle, désormais indisponible dans son format d'origine.
Pubblicato da Mariani al suo rientro dalla Grande Guerra, "Le smorfie dell'anima" fa parte del suo ciclo di pubblicazioni del dopoguerra, caratterizzato da tematiche più leggere che nascono dal vissuto quotidiano, dove una scrittura esplicitamente erotica accompagna l'esplorazione delle più sfaccettate relazioni sentimentali. Questo tipo di letteratura, nata come denuncia sociale dei valori iper-cristiani dell'epoca, portò Mariani a diventare uno degli scrittori più commercialmente affermati del periodo, oltre a consacrarlo come precursore ante litteram di tematiche femministe e relative alla libertà sessuale. Mario Mariani (1883 - 1951) è stato un giornalista, poeta e scrittore italiano attivo nella prima metà del Novecento. Grazie alle proprie origini benestanti, sin da giovane riuscì ad inserirsi nei circoli letterari più importanti, arrivando a frequentare personalità di spicco come Gabriele D'Annunzio, Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci. Visse per un periodo a Berlino, lavorando come corrispondente estero per un periodico italiano, e successivamente a Nizza e in Belgio, durante la sua fuga dal regime fascista.